la Nuova Venezia — 18 luglio 2009
«La Riviera patrimonio Unesco»
MIRA. La Riviera del Brenta diventi Patrimonio dell’Umanità. Questa la proposta che il sindaco di Mira Michele Carpinetti porterà agli organi competenti dell’Unesco, in particolare al responsabile della sezione Unesco Italia. La richiesta sarà spedita anche agli altri sindaci del comprensorio.
La laguna di Venezia di cui Mira fa parte, è già al centro di un progetto dell’Unesco. «Pensiamo che il Naviglio del Brenta possa essere la naturale prosecuzione della laguna - dice il sindaco Carpinetti - e per questo motivo chiediamo che possa estendersi anche alla Riviera la dichiarazione di patrimonio dell’umanità».
La particolare valenza storica e naturalistica di tutta l’asta del Naviglio Brenta è stata evidenziata nelle osservazioni che Mira ha formulato al piano territoriale regionale. «Il riconoscimento dell’Unesco - insiste il sindaco - significherebbe per tutta l’area non solo un atto formale, ma risorse per riqualificare l’asta del naviglio con le sue ville, di cui una del Palladio, da Stra a Malcontenta, con i suoi parchi e giardini, con la Mira citata da Dante nella Divina Commedia, con Venezia che affonda le sue radici a Dogaletto nell’abbazia di Sant’Ilario, con la villa dei Leoni, del cinquecento, che ha visto le opere del Tiepolo, con il duomo di Gambarare, del 1300, e la laguna appunto».
Sulla stessa linea il vicesindaco Davide Meggiato che spiega che la dichiarazione di patrimonio dell’Umanità consentirà di attrarre risorse per il rilancio economico dell’area.
Il sindaco poi insiste proprio nella promozione di questo settore economico già provato dalla crisi di quest’ultimo periodo. «Insieme agli operatori locali - conclude Carpinetti - dovremo investire proprio su recupero e riqualificazione dell’esistente per sviluppare un nostro settore turistico, certamente in sinergia con Venezia, ma con una precisa identità di Riviera del Brenta. Dobbiamo puntare ad una promozione internazionale per far conoscere le nostre bellezze e i nostri prodotti locali di eccellenza in una cornice ambientale e storica unica al mondo».
La questione del recupero architettonico delle ville lungo il Naviglio infatti è sempre un tema presente nei dibattiti sullo sviluppo dell’area. Molti gioielli lungo il Naviglio restano chiusi per il semplice fatto che non possono essere restaurati per mancanza di finanziamenti pubblici o privati che siano.
(Alessandro Abbadir)
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